TRADIZIONE LOMBARDA, MIXOLOGY E OSPITALITÀ LIFESTYLE: L’EVOLUZIONE DELL’OSTERIA DEL PORTONE NEL CENTRO STORICO DI MELEGNANO
Passeggiare per Melegnano, all’ombra del Castello Mediceo, porta a scoprire l’Osteria del Portone, un indirizzo d’epoca che deve il suo nome all’antico ponte di Sant’Angelo.
Quello che un tempo era un punto di passaggio strategico per accedere al borgo murato verso Milano, Pavia e Lodi, oggi è uno spazio che unisce la memoria del luogo a un approccio lifestyle rivolto alla ristorazione contemporanea.
Superato l’ingresso, l’ambiente mantiene intatti gli elementi strutturali del passato.
Pavimenti originali, soffitti a cassettoni in legno e decine di fotografie d’epoca alle pareti documentano la Melegnano storica. L’atmosfera restituisce l’idea di una classica osteria, ma alleggerita e curata nei dettagli, proponendo un salotto dove le radici dell’edificio convivono con scelte di design coerenti e prive di forzature estetiche.
La guida della cucina è affidata ad Alessandro Cerutti, classe 1987.
Il percorso del cuoco pavese parte a soli 14 anni, passando per una solida formazione di impronta francese accanto a Riccardo Biancardi.
La sua identità gastronomica si è poi definita all’Acqua Matta in Lomellina, lavorando sui concetti di “no waste” e sul recupero di tagli poveri e quinto quarto, per poi affinarsi nelle più complesse dinamiche del fine dining con l’evoluzione del progetto Bruma, a Pavia.

All’Osteria del Portone, Cerutti ha scelto di declinare il suo bagaglio tecnico in una lingua più immediata.
Quello che definisce un “caos studiato“ si traduce in piatti che nascondono procedimenti elaborati dietro a presentazioni pulite e dirette al gusto.
Il menù offre diverse chiavi di lettura. Da un lato ci sono i fondamentali della tradizione lombarda, eseguiti con rigore metodico: trippa fritta, mondeghili di manzo e vitello, il classico risotto alla milanese con ossobuco in gremolada e la tradizionale cotoletta di vitello.
Dall’altro, trovano spazio accostamenti più attuali, come i cappellacci ripieni di salsiccia e cipollotto brasato, accompagnati da un fondo al Barbera e spuma allo zafferano. Si passa dal risotto ai piselli con crudo di gamberi, limone nero e pomodorini gialli, fino alla rana pescatrice in tempura abbinata a hummus di cannellini, cipolla rossa e pane naan.
Un ruolo di rilievo è ricoperto dal forno Josper e dalla gestione della brace. Qui vengono proposti ed esaltati tagli internazionali, dalla picanha all’entranha di Black Angus, ma anche selezioni particolari come la ribeye di Nordic Nature Sashi finlandese, affiancate da costate e fiorentine a rotazione in base alla disponibilità del mercato.
Ad accompagnare la proposta gastronomica c’è una solida carta dei vini incentrata su oltre 200 referenze, con una dichiarata preferenza per le produzioni naturali e biodinamiche, selezionate attraverso un dialogo diretto con i vignaioli.

L’offerta non si limita tuttavia alle sale principali, ma si estende all’aperto nel Garden Lounge Bar. Questo dehors ampio e ombreggiato è pensato per vivere la struttura nei momenti legati all’aperitivo e al dopocena, specialmente durante la bella stagione.
In questa zona il focus è sulla miscelazione, con una drink list che fa uso di infusi, estratti e preparazioni homemade.
Oltre a classici molto richiesti come Paloma o Basil Smash, la carta propone diverse formule signature del locale, tra cui il Meregnan Daiquiri, il Nuclear Paloma, la rinfrescante Scottish Maid o l’Americano in Vacanza.
Che la scelta ricada su una cena focalizzata sulla carne o sulle ricette lombarde, oppure su una serata dedicata alla mixology nel giardino estivo, l’Osteria del Portone rappresenta per Melegnano un indirizzo strutturato, in cui la costante attenzione alla ricerca e alla materia prima si traduce in un’ospitalità misurata e concreta.
Osteria del Portone
Melegnano, Via Conciliazione, 27
osteriadelportone.com / @osteriadelportone
Pranzo dalle 12:15 alle 14:30 / Cena dalle 19:30 alle 22:30
Chiuso giovedì a pranzo e domenica sera





