SAPORI CHE UNISCONO TRA TRADIZIONE, DESIGN E NUOVE EMOZIONI

Food, Food & Beverage, Places, Ristoranti

TRA RITORNO ALLE ORIGINI E VOGLIA DI CONDIVISIONE, IL MONDO FOOD RISCOPRE L’AUTENTICITÀ  DEI SAPORI COME ESPERIENZA DI STILE, TRA INGREDIENTI VERI, SPAZI CALDI E CREATIVITÀ CONTEMPORANEA. ECCO LE PRINCIPALI NOVITÀ DALLE ALPI AL MEDITERRANEO

 

Ciao Cara, Torino

saporiA Torino nasce Ciao Cara, nuovo progetto firmato da un gruppo di giovani imprenditori che scelgono di fare ristorazione partendo dalla tradizione, senza inseguire a tutti i costi trasformazioni o riletture forzate. Più che un semplice ristorante, Ciao Cara prende forma in un luogo carico di memoria: lo spazio che un tempo ospitava la trattoria dei bisnonni di Emanuele Borio, oggi tra i fondatori dell’iniziativa.
Nato nel 1994 e quarta generazione di una famiglia attiva nella distribuzione food professionale, Borio è cresciuto a stretto contatto con il settore, maturando una conoscenza concreta e quotidiana del mondo della ristorazione. Al suo fianco c’è Anastasia, cresciuta in una famiglia con oltre 70 anni di esperienza nel mondo delle farine e formatasi tra economia e food & wine communication alla IULM, con esperienza diretta nell’organizzazione di eventi gastronomici. In cucina guida Federico Girone, chef con un percorso che attraversa fine dining e cucina tradizionale, oggi interprete di una proposta che unisce tecnica, memoria e ricerca. Tre storie diverse, accomunate dalla volontà di costruire un luogo in cui la convivialità torni a essere protagonista.
La cucina di Ciao Cara si fonda su un equilibrio misurato tra tradizione e contemporaneità. Il cuore del format è rappresentato da piatti “da mettere in mezzo”, pensati per la condivisione e per vivere la tavola in modo più spontaneo, superando la rigidità della classica sequenza delle portate. Un’impostazione che favorisce assaggio, scambio e conversazione, arricchita da un piatto centrale pensato per tutto il tavolo, variabile con le stagioni e concepito come un piccolo rito collettivo. In carta trovano spazio proposte come vitello tonnato, caramello al peperoncino, bon bob di guancia e cipolla in cocotte.
Anche la carta vini riflette l’identità del progetto: nata da una selezione interamente piemontese, si è progressivamente aperta ad altre regioni italiane. Oggi conta circa 60 etichette tra rossi, bianchi, rosé e bollicine, con un equilibrio studiato per accompagnare la cucina e adattarsi a diversi momenti di consumo. Una selezione dinamica, in evoluzione, che racconta il territorio senza chiudersi entro confini rigidi.
L’interior design, firmato da Velvet Studio, guidato da Gianluca Bocchetta, punta a restituire un’atmosfera familiare e quasi domestica, fatta di memorie condivise, sapori e colori riconoscibili. Il progetto valorizza i codici della trattoria piemontese: il legno, i paralumi, il bancone esposto come una credenza di salotto, le luci calde, le stagere del vino e la cucina a vista, da cui osservare i cuochi mentre preparano i plin. Un’estetica che mette al primo posto il contenuto e la sostanza, lasciando che la forma arrivi di conseguenza.
Più che un nome, Ciao Cara è un saluto, un augurio e un invito a sentirsi subito a proprio agio. Ad assaggiare, condividere e guardare Torino dalle vetrine e dal dehors, con la Mole sullo sfondo come segno visibile di una tradizione che continua a resistere.
Ciao Cara – Vini e Piattini
Torino, Via Tarino 11/E
Aperto Lun-Gio 19:00-23:30; Ven-Sab 12:30-15:00 / 19:00-23:30
Dom 12:30-15:00

 

 

Leni’s, Kitzbühel

saporiTra le Alpi austriache, la cultura italiana continua a esprimere il proprio fascino attraverso un linguaggio universale: quello della tavola. A Kitzbühel, una delle destinazioni più esclusive d’Europa, questo dialogo armonioso prende forma al leggendario Bio Hotel Stanglwirt, dove il nuovo ristorante à la carte Leni’s interpreta con eleganza e maestria l’incontro tra l’identità alpina e le mille sfaccettature della cucina italiana. È proprio in questo contesto che si inserisce il recente riconoscimento internazionale ottenuto dal pizzaiolo del ristorante, Hicham Mouhafid, che ha conquistato il 3° posto alla “Pizza Europa League 2026. Il palcoscenico internazionale della Pizza” nella categoria “Pizza Napoletana”, distinguendosi per tecnica, ricerca e capacità di interpretare in chiave contemporanea la tradizione partenopea, con creatività e attenzione ai dettagli.
Il premio valorizza l’offerta gastronomica di Leni’s, guidato dallo Chef Edgar Parfetti, impeccabile garante dello stile italiano: qui il concept si ispira alla convivialità autentica della “tavola della nonna” e prende forma attraverso un servizio Family Style, con piatti da condividere serviti al centro della tavola, per trasformare ogni pasto in un rito collettivo di accoglienza e calore.
La proposta culinaria di Leni’s è un inno alla qualità artigianale e al rispetto per la terra: la pasta fatta a mano ogni giorno e la premiata pizza napoletana a lunga lievitazione, cotta nel tradizionale forno a pietra, incontrano ingredienti purissimi provenienti direttamente dalla fattoria bio del resort, come i tagli pregiati affinati nel Dry Ager o il pane appena sfornato dalla panetteria interna.
Aperto sia per pranzi leggeri e salutari che per cene ricercate dal sapore cosmopolita, il ristorante offre un ambiente accogliente ed esclusivo, dove la filosofia biologica dello Stanglwirt si fonde con influenze internazionali e opzioni vegane, confermando la struttura come una destinazione gourmet capace di accogliere ogni generazione con un servizio che nasce dal cuore.
Allo Stanglwirt, oltre al Leni’s ogni giorno si può scegliere tra diverse Stuben destinate ai piaceri del bicchiere e del palato con materie prime tutte a filiera cortissima e in gran parte di propria produzione.
www.stanglwirt.com

 

 

Pasticceria Pintauro, Napoli

saporiHa riaperto a fine marzo Pasticceria Pintauro 1785, uno dei luoghi simbolo della tradizione dolciaria napoletana. Parte quindi una nuova fase per uno dei nomi più longevi e rappresentativi della gastronomia partenopea, storico templio della sfogliatella che, da oltre due secoli, rappresenta un presidio identitario della cultura gastronomica della città.  La riapertura, promossa dall’imprenditore napoletano Francesco Bernardo insieme al socio Davide Piterà, nasce da un progetto di recupero e valorizzazione orientato alla tutela di un bene che può essere considerato parte integrante del patrimonio culturale immateriale cittadino: un insieme di competenze artigianali, tradizioni produttive e significati simbolici che superano la dimensione del singolo esercizio. Particolare attenzione è stata dedicata alla continuità delle competenze e alla trasmissione della memoria professionale: accanto a nuove figure, torna il banconista Peppe Tomei, coordinati da Davide Piterà, a testimonianza di una filiera di conoscenze che si rinnova senza interrompersi. L’intervento ha preservato, inoltre, gli elementi storici del locale, dall’effigie della Madonna Addolorata all’antica lampada settecentesca, fino agli arredi in legno e marmo, in un equilibrio consapevole tra conservazione e aggiornamento funzionale, nel rispetto dell’identità originaria del sito.
Fondata nell’Ottocento dal pasticciere Pasquale Pintauro, la pasticceria ha attraversato generazioni, trasformazioni urbane e mutamenti sociali, mantenendo intatto il proprio valore simbolico. In questo luogo ha preso vita la tradizionale sfogliatella, divenuta emblema della città nel mondo, contribuendo a definire un patrimonio di saperi, gesti e ritualità che appartengono alla memoria collettiva di Napoli.
Nel solco dei grandi classici dell’arte dolciaria napoletana, Pasticceria Pintauro 1785 affiancherà alle specialità storiche nuove proposte e collaborazioni con professionisti di rilievo, con l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica locale in chiave contemporanea, rafforzandone il riconoscimento nel panorama nazionale e internazionale.
https://www.pasticceriapintauro1785.it

 

 

Bedin dal 1862, Genova

La storica insegna genovese ha riaperto le sue porte il 23 aprile in Piazza Dante, luogo simbolo della trasformazione urbana della città negli anni ’50, quando Genova immaginò il proprio futuro moderno e verticale, capace per la prima volta di misurarsi con modelli internazionali. Dopo due anni di ristrutturazione, la prima pizzeria della città torna a vivere con la guida del pizzaiolo e chef Andrea Serra, dando forma a un progetto che intreccia memoria, identità e contemporaneità, nel segno della tradizione e della ricerca.
Qualità, storia e territorio sono, dunque, i pilastri su cui si fonda la rinascita di Bedin dal 1862, che ritorna a vivere grazie all’incontro tra una solida eredità gastronomica e una visione contemporanea della ristorazione. Il percorso professionale di Andrea Serra, sviluppato tra Italia e Spagna, con esperienze significative anche in Sardegna e una specializzazione nel mondo dei lievitati avviata nel 2017, trova qui la sua sintesi più compiuta. Al centro, una filosofia chiara: materia prima, studio e forte legame con il territorio.
Il locale, completamente rinnovato, è stato progettato per offrire un’esperienza rilassata e autentica, senza turnazioni serrate, dove il tempo torna a essere parte integrante del piacere della tavola.
La proposta gastronomica è profondamente radicata nella tradizione ligure, con un’attenzione rigorosa alla filiera corta e ai prodotti del territorio. Ampio spazio è dedicato a ingredienti locali selezionati, spesso “a centimetro zero”, provenienti da piccoli produttori. Tra le eccellenze spicca la carne di cabannina, razza autoctona ligure, protagonista di hamburger e tartare, accanto a pomodori selezionati, latticini di alta qualità e verdure stagionali
Accanto ai grandi classici della cucina ligure, come pesto, salsa di noci e sughi preparati artigianalmente, trovano spazio piatti della tradizione come coniglio, trippa, baccalà e stoccafisso reinterpretati con un’estetica contemporanea.
Elemento centrale del progetto è la pizza contemporanea, frutto di un lavoro meticoloso sull’impasto, considerato da Serra “l’80% del risultato finale”. Le lavorazioni prevedono alte idratazioni (80–90%) e lunghe maturazioni fino a 48 ore, per garantire leggerezza, fragranza e digeribilità. La proposta include diverse interpretazioni del lievitato: pizza tonda dal cornicione pronunciato, pala romana, padellino e percorsi degustazione pensati per raccontare l’intera filosofia del locale.
Anche il dessert segue la stessa linea identitaria, con una selezione di lievitati creativi: dal “babà-misù”, babà con impasto da panettone farcito come un tiramisù, al maritozzo reinterpretato in chiave ligure con panera, fino a originali rivisitazioni del pasticciotto leccese.
Completano l’offerta una carta selezionata di vini e birre artigianali.
Bedin dal 1862
Genova, Piazza Dante 54/56r
Aperto tutti i giorni – pranzo e cena

 

 

Infermentum, Stallavena

saporiIn occasione del World Pizza Day (17 gennaio), l’azienda di Stallavena specializzata in dolci da forno ha lanciato ufficialmente Salè, la nuova linea salata ideata per permettere di portare a casa un’esperienza autentica di pizza artigianale, una base da completare e rigenerare in forno, pensata per esaltare al massimo gli ingredienti scelti da chi la porta in tavola. Un progetto che nasce dall’evoluzione naturale del sapere sui lievitati dell’azienda, che esporta panettoni artigianali nel mondo e che risponde alle esigenze di chi cerca gusto vero, leggerezza e qualità ogni giorno, senza rinunciare alla praticità.
Una pizza, non una pinsa. Alla base della pizza Salè di Infermentum c’è un impasto ad alta idratazione (75%), realizzato con sola farina di frumento selezionata del Molino Dalla Giovanna. La fermentazione mista, con l’utilizzo combinato di lievito madre e lievito di birra, garantisce un’altissima digeribilità, mentre la lavorazione esclusivamente manuale assicura un controllo meticoloso di ogni fase della produzione. Il risultato è una pizza soffice all’interno e fragrante all’esterno, pronta in pochi minuti, confezionata a mano in laboratorio e facilmente conservabile fuori dal frigorifero grazie ad un sistema innovativo che permette la conservazione senza l’utilizzo di conservanti. 
La pizza Salè è disponibile in due versioni, realizzate con lo stesso impasto ma pensate per due utilizzi diversi. La Pizza Pala (confezione da 2 pezzi, 500 gr, 8 euro) rappresenta il lato più conviviale di Salè: tirata a mano, fragrante e ben alveolata, è ideale da farcire in superficie e perfetta come base pizza, schiacciata o come alternativa al pane. La Pizza Teglia (confezione da 2 pezzi, 660 gr, 10 euro) è pensata invece per chi ama imbottire; sempre leggera, croccante e profumata, è cotta in teglia ed è leggermente più alta per poter essere tagliata a metà prima di andare in forno, diventando la base ideale per un panino farcito, una focaccia rustica o una schiacciata creativa.
Ogni confezione riporta con un QR-code i consigli per la rigenerazione e la farcitura della pizza; bastano pochi minuti in forno per riportare la base alla giusta fragranza e croccantezza, lasciando poi spazio alla creatività personale.
La Pizza Pala e la Pizza Teglia Salè di Infermentum sono disponibili online https://www.infermentum.it/salati/, presso alcuni rivenditori selezionati e nel negozio di Infermentum a Stallavena.

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